Nelle giornate calde il vulcano funziona come un “camino” che innesca nubi e rovesci pomeridiani. Ecco come succede.
Chi vive nell’area vesuviana lo sa: in estate il mattino è spesso limpido, ma dopo pranzo sul Vesuvio compaiono grandi nubi bianche che in poco tempo diventano scure. Non è un caso.
Il riscaldamento dei versanti
Il sole scalda le pendici del vulcano più rapidamente dell’aria circostante. L’aria a contatto con il suolo si riscalda, diventa più leggera e risale lungo i versanti: è la cosiddetta convezione orografica.
L’umidità del mare
A questa spinta si aggiunge la brezza che arriva dal Golfo carica di umidità. Quando l’aria sale e si raffredda, il vapore condensa e nasce il cumulo. Se l’atmosfera è instabile, il cumulo cresce fino a diventare un cumulonembo, la nube del temporale.
I temporali “di calore” sono brevi ma possono essere intensi: grandine, raffiche e rovesci concentrati in poche decine di minuti.
Cosa fare
- Programma le escursioni sul Vesuvio al mattino presto
- Controlla le previsioni orarie, non solo quelle giornaliere
- Se senti tuonare, scendi di quota e allontanati dalle zone esposte